ancora Saviano nei TT

non scrivo mai di attualità né di politica e no, non ho un altro account. ma su twitter si entra anche senza chiave, basta digitare un nome e sei dentro. così, ieri, finite le correzioni, lavata casa, steso il bucato, corso, meditato, cucinato e letto -perché la vita di una disoccupata è sempre occupatissima-, sono andata a spiare tra i TT.

si parlava di una tizia di “uomini e donne”, ovvio che in Italia nessuno legge un cazzo a parte il “rosa”; e poi, immancabile, c’era il povero Saviano. sì, povero. perché pur non piacendomi come scrittore, giornalista, attore, presentatore, commemoratore e uomo, sono diventata solidale con lui.

nausea. non fosse bastato l’articolo di Raimo contro De Luca http://www.minimaetmoralia.it/wp/le-parole-si-difendono-e-si-combattono-a-parole-non-con-i-processi/, eccessivo, bilioso, inutile. scritto male. ma tanto chi darà addosso a Raimo e alla sua setta a parte Massimiliano Parente?

silenzio. tutti zitti. plotoni di emergenti in attesa di pubblicazione son lì a difenderlo e a “laikarlo” su FB. silenzio, omertà vera. nonostante in minimum fax non ci sia traccia di autori che non siano legati al clan, parenti, sorelle, amici. mentre contro Saviano… che problema c’è? non è così vicino da aiutarci, è abbastanza lontano da lasciarsi colpire.

Twitter, dove anch’io e chiunque come me non valga nulla -stando a quelli che usano il termometro della celebrità per misurare il valore di chiunque-, anch’io posso mandar giù frustrazioni insultando lo scrittore famoso, nonostante siano anni che si parla di “plagi” che abbiamo già dimenticato. o forse ci serve un motivo per scaricare bile.

Saviano prodotto della sinistra, di Napoli, del sud, della camorra stessa; Saviano copia dal foglietto illustrativo dello xanax; omertosi quelli che lo denigrano, biliosi e invidiosi.

valanghe e valanghe di tweet, originali?, per lo più no, e che denotano un solo, misero fenomeno cui la massa è sempre più affezionata, la partecipazione e l’essere social come momento di aggregazione per il lancio d’insulti all’uomo famoso (o alla donna) esposto alla pubblica gogna; tutti in fila per la critica distruttiva e l’ironia a tutti i costi. ho la sensazione che non sempre scriviate ciò che pensate, ma il più delle volte vi accodiate alla massa nel gridare “a morte Barabba!”.

che pena. che noia. siete peggio del sesso matrimoniale.

3 pensieri su “ancora Saviano nei TT

  1. abbiamo perso il senso critico..
    nemmeno io scrivo di politica e attualità, perchè lo fanno in tanti e a sproposito.
    Saviano può piacere o meno (che il soggettivismo sia sacrosanto se si parla di libere opinioni) ma l’aggregazione con forche e torce 2.0 é probabilmente prodotto dell’incipit a questo tuo articolo.. un paese che discute e si appassiona a uomini e donne.

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  2. Ormai la cosa è conclamata (e ributtante) appena si sente odore di sangue ci si butta come squali affamati se poi il soggetto è nell’ordine: noto, pubblicato e isolato, la furia ferina del social si scatena.
    Pavide bestie.

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  3. Chiunque nel web intravedeva il trionfo della democrazia e la fine della disinformazione non ha capito nulla della razza umana. La razza umana è questa, o meglio, è anche questa purtroppo, fatta di cani, porci e tante pecore per dirla “pinkfloydianamente”. O per dirla come diceva un altro che piaceva poco è piena di cose che vanno dagli uomini ai quaquaraqua. Nel web come nella realtà questi spopolano. Un giorno sei Craxi o Andreotti o Berlusconi e tutti ti lodano e s’inchinano prostandosi ed il giorno dopo, quando è giunta la caduta son tutti vogliosi di far la voce grossa. Un pò come per la miss che poi, almeno lei, ha ricordato che nel 42 c’era una guerra quando il 99% di chi l’ha attaccata nemmeno sa cosa fosse successo in quegli anni. Per la serie tutti professori col culo degli altri.
    Riguardo Saviano non lo giudico come scrittore e non penso nemmeno sia uno scrittore.Ha fatto ciò che si sentiva di fare, un libro inchiesta, un qualcosa che ha spiegato un mondo ed ha avuto successo, forse ne ha avuto troppo, tanto. Forse nemmeno lui se lo aspettava e col successo ovviamente arriva anche tutto il resto a cominciare dall’invidia. Mi chiedo solo se sia giusto dover pagare, ancora oggi, per aver solo raccontato la verità su un modo che c’è , esiste ed era sotto gli occhi di tutti.

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