pronta alla fuga

“Si tratta di uno stile di vita. Mantenere sempre e con serietà, un atteggiamento protettivo nei confronti della propria persona è importante. L’idea di poter subire delle violenze non può essere tollerata. Un senso d’impotenza cronico danneggia e nuoce profondamente”. (libro primo 1Q84 – Murakami -Einaudi Super ET-)

se dovessi fare il conto degli stupri subiti, più o meno gravi, casomai ci fosse una scala di valori anche in questo caso, non finirei mai. includendo i datori di lavoro, registi, attori, produttori; gli amici, ubriachi, molesti, semplicemente tristi; i conoscenti, superficiali, prepotenti, che scambiano un passaggio in auto per un invito esplicito; gli incontri casuali, pericolosi, pericolosi, pericolosi; i parenti, vicini, lontani, arroganti, ricattatori.

quando scappai di casa per la terza volta raggiungevo mia sorella a Parigi e avevo 16 anni. che non mi volesse lì me lo dimostrò lasciandomi senza denaro né casa né riferimenti telefonici. dormii per strada, poi mi aggregai a un gruppo di italiani. Paolo aveva 50 anni, e me lo feci perché mi piaceva, il giorno dopo partì. poi scesi le scale del più famoso locale gay dove incontrai un angelo del paradiso, Pierre, che mi lasciò le chiavi di casa sua a Montmartre e ben mille franchi. me la cavai. mia sorella ha sempre affermato che ho culo. forse anche lei mi voleva morta.

ero una ragazza al limite -ciò spiega un po’ quel che sono diventata- senza tetto né legge, tanto che mia madre pensava mi avrebbero persa molto presto. ero una border line come ancora gli specialisti non mi definivano. si chiamava creatività ma nessuno lo sapeva, si disperavano e basta. facevo l’autostop, viaggiavo di notte o di giorno purché lontana dalla scuola, purché lontana dai miei che odiavo senza una ragione. eppure quella volta lì non me lo so perdonare. nonostante siano passati decenni penso che quella violenza lì, in un cantiere abbandonato alla periferia di Bari, me la sarei potuta risparmiare se solo avessi corso più veloce di lui.

ed è ciò che penso ogni mattina, quando spingo il mio corpo a resistere al dolore che ora si fa sentire, alla fatica, alla stanchezza, al desiderio di restare a casa sui social anziché infilare la tuta e fare il mio allenamento quotidiano.

correre veloce può salvare la vita. assestare un calcio nelle palle anche.

dire di “no”, e in caso chiamare la polizia, pure.

9 pensieri su “pronta alla fuga

  1. Ieri un crollo improvviso della linea adsl mi ha impedito di commentare. Perché ci tengo a farti sapere che, se finora l’istinto mi ha detto di considerarti in qualche modo a me affine, questa lettura (molto dolorosa) mi ha confermato quella e tante altre sensazioni, in una maniera che – come vedi – so esprimere molto goffamente a parole.
    Spero ti arrivi il mio abbraccio

    – Fran

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