aNobii la voce della superficialità

il guaio è che le poche persone che leggono lo fanno anche male. ho sempre dichiarato che i social sono generatori d’invidia, e aNobii non fa eccezione. avere un’opinione non equivale ad averla giusta, e il fatto che possiate esprimerla pubblicamente vi rende semplicemente più asini. tra le decine d’imbecilli che si affrettano a scrivere giudizi poco oggettivi su un’opera,  per non dire del tutto fuori tema, c’è  qualcuno che il romanzo o, come in questo caso le “memorie”, lo ha letto dalla prima all’ultima pagina -postfazione compresa- mettendo da parte il proprio ego.

con la totale mancanza di comprensione del testo dei fanatici delle presentazioni e degli hashtag letterari della “Casa dei lettori” mi ero scontrata leggendo le recensioni di “A perdifiato” di Covacich, per Murakami speravo meglio. ossia che il salumiere con velleità artistiche si risparmiasse almeno letture così distanti. sbagliato. così mi sono trovata a scorrere centinaia di parole inutili, di accuse false e cattiverie da parte di chi, non ci fosse questa moda del cazzo di fare gli scrittori ed essere costretti a esibire i dieci libri sul comodino, se ne starebbe comodo comodo a guardare “l’eredità” e senza fiatare.

le accuse ricorrenti sono: arrogante, narcisista, noioso, si comporta da giapponese, che due palle.

credo che un autore che vende MILIONI di copie in tutto il mondo, abbia MILIONI di fan felici di leggere qualcosa di lui: schivo, solitario, DISCRETO.  arrogante?, uno che per tutto il tempo non fa che elencare i propri difetti? Narcisista? uno che dichiara di aver scritto delle memorie e lo fa, appunto, all’apice della carriera? alla signorina che pensa di conoscere ii giapponesi, suggerirei un buon paio di occhiali da lettura, e di correre 28 maratone accontentandosi di migliorare, come fa Murakami. al signor “du palle”?, beh, nessuno lo obbliga a leggere Murakami quando dovrebbe leggere Tex.

detto ciò, trovo “L’arte di correre” un libro molto piacevole,  perfetto per un viaggio, leggero, breve e pieno di indicazioni utili per chi corre e per chi scrive. ricordarsi di spegnere il proprio ego ipertrofico sarebbe buona norma per ogni buon lettore. evitare di pensare di essere meglio di chi ha raggiunto la celebrità (raggiunto e non ottenuto, se capite la differenza), sarebbe un esercizio zen da non trascurare.

e come scrisse Mark Twain : Tutto ciò di cui hai bisogno in questa vita è ignoranza e fiducia, poi il successo è assicurato.

9 pensieri su “aNobii la voce della superficialità

  1. Concordo!! Feci anni fa un profilo Anobii sperando che fosse diverso dal resto della merda social… lo abbandonai quasi all’istante!!!

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    • io sono un po’ ritardataria, sapevo di questo social ma non mi ci ero mai avventurata. conoscevo un tizio che si spacciava per gran lettore e mi diede da leggere un suo testo dal quale capii che non era un buon lettore ma un collezionista di titoli e citazioni. 😦

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  2. Concordo con te solo in parte. Di fatto è giusto che ognuno su anobii esprima il prorpio pensiero, basta essere consci che si tratta di commenti da parte di lettori che possono essere più o meno avvezzi ad un certo tipo di letteratura o meno. Personalmente dal commento capisco subito che chi lo ha scritto è affine al mio modo di leggere o meno ed in base a quello decido se un suo “fa schifo” corrisponde ad un mio “è bellissimo”. Non tutti siamo istruiti allo stesso modo, non abbiamo la stessa sensibilità ma ciò non vuol dire che per questo dobbiamo essere tacitati. Personalmente ho trovato brutti o noiosi dei libri definiti capolavori, e questo no vuol dire che io sia più brava dello scrittore con milioni di lettori, vuole solo dire che posso avere dei gusti ed una sensibilità personale che non concorda con la maggioranza. Un bacione.

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    • dissento. e credo non ci siamo capiti o non mi sono spiegata. se un libro è un “memoriale”, scrivere “Murakami è narcisista” non significa avere o meno lo stesso modo di sentire, o un gusto dissimile, significa soltanto non aver capito proprio ciò che si è letto. in letteratura non esiste soltanto la soggettività. e poi, Monica, ma se non conosci un argomento perché dovrei lasciarti parlare? cos’è?, anche tu dalla parte dei populisti del bello soggettivo?la cultura se non ce l’hai te la fai. non è più come vent’anni fa. oggi hai internet, anziché stare sui social a parlare della Moric, vai a cercare fonti certe e leggi. io da ragazza andavo in biblioteca, la mia cultura me la son fatta da me a forza di soldini settimanali messi via e spesi per i libri. sono classista, ed è una ragione per cui ho lasciato i social, non siamo tutti uguali. non confondere sensibilità con istruzione. un quadro posso anche guardarlo con sensibilità, ma se mi trovo davanti a un plagio mi sensibilizzerò per niente. la sensibilità ci sta portando a sprofondare nei luoghi comuni, perché se l’ignorante non ci arriva, allora la casa editrice vuole farlo arrivare per forza, abbassando la qualità di tutti.

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      • Anche io sono classista purtroppo e mi sento stronza per questo. Forse mi sono sentita chiamata in causa perché nonostante io stia cercando di farmi una cultura piano piano alcuni autori proprio non riesco a leggerli. Certo spero che nei miei commenti si capisca che non voglio sparare a zero su autori eccelsi solo perchè io non sono in grado di apprezzarli. Ti porto un esempio, ho provato a leggere Pastorale Americana di cui avevo letto grandi lodi…non ce l’ho fatta, per me era di una noia mortale. Murakami per me è una delusione, e lo dico dopo aver letto più di un libro.
        Per quanto riguarda poi i giudizi cretini di gente cretina mi servono anche quelli perchè non leggerò mai un libro da loro caldeggiato.
        🙂

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      • non sentirti stronza. viviamo nel mondo “social” dove il gusto soggettivo ha soppiantato l’oggettività, e questo è ingiusto, visto che la maggioranza ha pessimi gusti. Murakami lo sto leggendo adesso perché non amo gli autori alla moda, quindi ho aspettato che l’effetto classifica svanisse un po’, ti dirò cosa ne penso, tenendo conto che sono stata in Giappone e ho rapporti particolarmente buoni con i giapponesi e con la loro mentalità potrebbe anche piacermi. ma chissà. ho iniziato a leggere ANobii dopo aver letto un romanzo di Covacich, semplice, e anche in quel caso ho letto spoileraggi tutti sbagliati, e meno male che l’autore stesso mi ha dato ragione. Roth lo sai, è il mio autore preferito, ma per leggerlo bisogna faticare un po’.

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      • Non so risponderti… di fatto anche nel mio campo ci sono tipi di arte che io non riesco ad accettare. Alla fine per quanti discorsi si facciano intorno ad un opera io mi ci metto davanti senza preconcetti e mi chiedo se mi arriva o no, il resto è fuffa. 😉

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