Decalogo per l’aspirante scrittore o scrittrice

Bottega di narrazione - Corsi e laboratori di scrittura creativa

di Giulio Mozzi

1. Può darsi che non sia questa la tua strada.

2. Potresti essere capace di diventare uno scrittore mediocre, e niente di più: l’importante è che tu non creda di essere qualcosa di più.

3. Potresti essere capace di diventare uno scrittore discreto, e niente di più: l’importante è che tu non creda di essere qualcosa di più.

4. Potresti essere capace di diventare uno scrittore gradito alla Società Letteraria: non lasciare dunque che la Società Letteraria s’impadronisca di te.

5. Potresti essere capace di diventare uno scrittore di grande successo commerciale: non lasciare dunque che il Commercio s’impadronisca di te.

6. Potresti essere capace di diventare uno scrittore amato da pochi lettori, ma molto amato: non lasciare dunque che questo Amore s’impadronisca di te.

7. Potresti non risultare gradito alla società letteraria, non avere grande successo commerciale, non essere molto amato dai tuoi pur pochi lettori…

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13 pensieri su “Decalogo per l’aspirante scrittore o scrittrice

    • e se avessi avuto tempo, ma non ne ho, avrei anche provato ad “aspirare” alla sua Bottega. amo studiare. e in questi mestieri è fondamentale studiare sempre. 😀 venendo dal teatro vero non ho mai pensato a farmi “catturare” o “intrappolare” in qualcosa o da qualcuno. questo è un viaggio, una sponda che ho deciso di toccare. ma l’oceano è vasto e tutto da scoprire.

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      • quindi se non ti riguarda perché commenti? e comunque sul “sì” affermativo ci vuole l’accento. lo sai che può essere anche diseducativo pubblicare racconti sgrammaticati sul proprio blog? la libertà del web va trattata con riguardo, se scrivi per te stesso che senso ha pubblicare sul blog? perdonami, ma ci vuole anche logica per scrivere.

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      • non è questione di gradire o non gradire. è che se si emette un giudizio in pubblico bisogna poi esserne responsabili, ossia aspettarsi una risposta. se io ribloggo qualcosa è perché la ritengo giusta e la approvo, la disapprovazione, o un diverso punto di vista, andrebbe dunque motivata. ma lo so, è tipico della filosofia del “social” il “penso dunque dico”. pazienza.

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    • Ah già poi c’è la scrittura libera. Certo. Che diventa genialità incompresa.

      Il mercoledì 26 agosto 2015, Elena Bibolotti ha scritto:

      > Perché? Per scrivere bisogna essere rigorosi. >

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