per caso su feisbuc guardo con terrore a twitter

mi ero dimenticata di aver richiesto l’attivazione automatica di FB e mi son trovata la casella di posta piena zeppa di e mail di bentornata di amici che da qui bacio e ringrazio del caloroso saluto. non torno, no, non ancora.

poi ho dato un’occhiata a twitter, e quello sì mi ha fatto accapponare la pelle che nemmeno l’idea di fidanzarmi col più figo del liceo.

ci sono ancora persone che si dichiarano “twitstar”, e si raccontano pure, come se a qualcuno interessasse della loro vita passata col culo al caldo. segretarie amministrative di non so dove che si fotografano a cosce larghe sulla sedia da lavoro e che poi dichiarano: le persone vorrebbero essere tutte come me.

azzo.

l’Isis distrugge mezzo capitale culturale dell’umanità ma loro pensano all’importanza di essere twitstar.

l’Italia è in balia dei democristiani e loro si beano di essere una twitstar.

c’è chi è andato e tornato dallo spazio e loro danno valore aggiunto al proprio essere twitstar.

twitter esiste da talmente tanti anni che ce l’ha anche la mia dirimpettaia ottantasettenne, e le twitstar, quelle senza nome né mestiere, quelle che si vedono ai raduni annuali, felici della pizzetta rancida offerta dall’organizzazione dei “twitter award”, pensano ci sia ancora qualcuno che muore d’invidia.

povere/i imbecilli (e in questo caso l’imbecillità è veramente bisex), Renzi ha fatto la riforma della P.A. e della RAI, ha detto che avrebbe cambiato tutto e niente cambierà, e voi state ancora lì a credere di contare qualcosa.

forse, il guaio di twitter, come della politica, è che il tempo non tempo scandisce i minuti e le ore lasciando solo voi in un limbo. lì tutto è uguale al giorno prima, ma soltanto nelle menti di chi vive nella rappresentazione di sé, il lutto del giorno cambia intestatario, così come l’indignazione del momento, e la battuta continua a spegnersi in un attimo.

tornerò facendo pulizia di chiunque usi Twitter in alternativa alla vita.

tornerò sentendomi fiera del mio essere una nullità. perché anziché twittare sul “qui e ora”, son vent’anni che provo a farne la mia ragione di vita e a essere felice con nulla.

3 pensieri su “per caso su feisbuc guardo con terrore a twitter

  1. Leggerti è sempre un piacere. Io mi sto depurando da twitter ma sto usando di più facebook… l’idea è di usarli per lavoro e per cazzeggiare ma poi ti fai fregare e diventano quasi una droga! Comunque le twitstar per me possono anche andare a cagare 😉

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