sabato ti porterò sul lago per insozzarlo per bene

io corro, ogni mattina parto da qui e faccio un percorso di circa sei chilometri tra salite e discese.
qui ci sono più bestie che persone, il che significa che la mia corsa è accompagnata dai saluti -talvolta sorprendenti- degli amici pelosi, botolini e non, che si affacciano ai cancelli delle ville. dai fiori, tanti, perché qui le persone son riservate ma ci tengono ai propri giardini pieni di dalie, ortensie, petunie e rose. e tengono ai vecchi, che mi salutano alzando lo sguardo dal giornale.

il bello di Anguillara Sabazia, cui facevamo il filo in verità da anni, sono gli anguillarini, i discreti abitanti del lago. quelli che passeggiano in “piazza”, che per noi è il lago di Bracciano, raccontandosi i fatti della giornata e commentando di politica.
sul lungo lago passeggiano ogni giorno gli stessi personaggi. Tommy e il suo padrone Giovanni, un ex atleta che mi dà consigli sugli esercizi per l’epicondilite, la mamma della botolina Betty che a casa ha anche cinque gatte, il papà di Willie, microcane che al contrario di tanti suoi colleghi non ha l’abbaio isterico, Salvo, con cui chiacchiero della tecnica migliore per il canottaggio.
e ce ne sono a decine di cani e gatti che ancora non ho conosciuto, ma di cui saluto i padroni, come si fa nei paesi, perché qui ci si conosce proprio tutti.

tutti, a parte gli stranieri, i romani che portano soldi ai commercianti, sì, ma che vengono con il loro cesto da pic nic per lo più a insozzare il lago, e la cui spazzatura io raccolgo, quale sostenitrice dell’educazione civica applicata singolarmente nonostante la “cafoneide” generale, ma che mi auguro d’infilare nella bocca del primo “insozzatore” che vedrò gettare un bicchiere di plastica vicino alle acque pulite del lago.
perché io una mano la do volentieri, cari incivili lanciatori di pannolini dei vostri urlanti neonati, aiuterò ogni mattina a limitare i danni della vostra imbecillità partendo da casa con la bustina da riempire di VOSTRI rifiuti, ma la mano la spezzerò con vigore -assieme alle braccia- a chiunque dovessi sorprendere nell’atto di abbandonare la bottiglia d’acqua in riva al MIO lago. a chiunque vedessi alzarsi pago, dopo una giornata di sole, e lasciarsi dietro la propria merda.

la televisione della De Filippi non ha ancora aiutato i trogloditi, gli stessi che poi si “selfano”, e che “laikano” a più non posso le petizioni ecologiste, a capire il senso della parola “civiltà”. è perciò che vorrei si ritornasse al web 0.0, affinché la massa delle capre nullafacenti ricominciasse a brucare il prato della propria ignoranza anziché illudersi di essere civile perché in grado di commuoversi alla vista di un cane malmenato.

6 pensieri su “sabato ti porterò sul lago per insozzarlo per bene

  1. Come te anche io ogni mattina vado a correre e purtroppo pur vivendo in città così lontane e diverse il mio paesaggio non è diverso dal tuo! come si deve fare per far capire agli incivili che la cosa pubblica è nostra!!!!!! sto per cedere allo sconforto e alle speranze!

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