leggendo

“Senza bellezza, una ragazza è infelice perché perde qualsiasi possibilità di essere amata. Non che qualcuno la prenda in giro e la tratti con crudeltà; piuttosto è come se fosse trasparente, non vi sono sguardi ad accompagnare i suoi passi. In sua presenza ci si sente a disagio, e si preferisce ignorarla. Invece una bellezza estrema, una bellezza che troppo trascenda la consueta e seducente freschezza delle adolescenti, produce un effetto soprannaturale, e invariabilmente sembra presagire un destino tragico. A quindici anni Annabelle era una di quelle rarissime ragazze che gli uomini tutti, senza distinzione di età e ceto, notano; di quelle ragazze il cui semplice passaggio, in una strada commerciale di una città di media importanza accelera il ritmo cardiaco dei ragazzi e degli uomini maturi, e induce gli anziani a mugugni di rimpianto. Ben presto divenne consapevole del silenzio che accoglieva il suo ingresso nei luoghi pubblici, bar o aule scolastiche che fossero; ma le occorsero anni per capire pienamente il motivo. (…) Uno dei principali inconvenienti dell’estrema bellezza delle ragazze è proprio questo: a sentirsi alla loro altezza sono soltanto i corteggiatori esperti, cinici e senza scrupoli; ne consegue che, in genere, a ottenere il tesoro della loro verginità sono gli esseri più vili, il che per esse costituisce il primo stadio di un’inesorabile decadenza.

(Houellebecq- Le particelle elementari)

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