Libri che ho amato – Neve di Maxence Fermine, 2 – La forza delle cose semplici

Un articolo bello. Che mi riconcilia con la letteratura. Per gli italiano continuo a rifarmi a Buzzati, Parise, Brancati… i soliti.

Cercando Oblivia - Il blog di Pippo Russo

La prima puntata è stata pubblicata qui.

Neve_Fermine

Maxence Fermine Maxence Fermine

Ciascuno dei libri che abbiamo amato ci resta dentro per un motivo diverso. Affonda le mani in noi trovando friabilità che nemmeno sapevamo, e che nessun altro libro scorgerebbe perché non ha la necessaria affinità elettiva. E una volta trovato quel punto di contatto lo occupa mettendoci dentro la propria specificità. Che può essere l’intreccio, o la forza dei personaggi, o il ritmo della storia, o la costruzione del contesto, o anche soltanto un preciso passaggio lungo nemmeno una pagina. Capitano anche casi come quest’ultimo: libri che rimangono dentro per una pagina, o addirittura per una frase sola. Mi è successo con un libro della scrittrice americana Joyce Carol Oates, Un giorno ti porterò laggiù. Un romanzo dal tono discontinuo come tanti fra quelli scritti dall’autrice statunitense. Che sarebbe una grandissima scrittrice se la piantasse di scrivere a ritmi…

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