cavalcare l’onda della notizia

che noia. arriva LadyLike, le oche spennate o il lifting di Tizia e fioccano post ironici, sfacciati, seri, incazzati. così per tutto: blog, status su twitter, FB, televisione, radio. poi non se ne parla più. dopo l’indigestione di opinioni e al termine delle baruffe ci rimettiamo la maschera neutra e ricominciamo a cercare scoop per ottenere una manciata di retweet. tanto sappiamo come funziona. conosciamo i trucchi. si legge in giro qual è l’opinione dei più e ci si schiera, citando qualche fonte, raramente, di solito impossessandosi del pensiero dell’altro o opponendosi scioccamente, tanto per mostrare la propria diversità.

ma nonostante le nostre opinioni fiocchino sul web nulla cambia. la nostra indignazione non ha peso, nessuno riesce più a dire qualcosa di veramente incisivo, presi come siamo dalla ricerca di consenso. Il consenso, la malattia più grave del nostro secolo. in barba a tutti i grandi del passato che hanno cambiato il mondo grazie alla forza del loro dissenso.
Fosse per noi, per questa società malata di selfie, la terra sarebbe ancora piatta.

2 pensieri su “cavalcare l’onda della notizia

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