fai un salto fanne un altro… fai la riverenza.

Avete presente gli Editori? Sì, gli Editori… quelli che affermano di andare in cerca di talenti e invece i talenti se li fanno passare dagli Agenti letterari che vogliono 180 euro per prendere in mano la tua bozza e, tenendola a distanza come un calzino sporco, valutarla… (senza prometterti nulla però, cazzo).
…Ecco, direi che certi Editori non andrebbero più contattati né, soprattutto, COMPRATI. Tanto siamo noi “pseudo” scrittori che leggiamo…

Punirei severamente anche gli Editori che non danno indicazioni su “COME INVIARCI UN MANOSCRITTO”.
Poi, e se potessi farlo vestita di latex godrei come una giumenta, farei del male cosmico a chi ci prende per il culo scrivendo che il piano editoriale è fissato fino al 2058. Compagni del cazzo dall’aria frikkettona e che di “compagno” hanno soltanto il vecchio vizio di far lavorare gli amici loro senza mai ammetterlo. (Chissà di chi parlo chissà…).

Non è una questione personale.
La mia scrittura non è abbastanza sciatta da piacere agli editori pop -che di pop non hanno certo gli utili-, né alla Editor che va alla SPA e cerca verità nella lettura: non riesco a concepire una storia senza intreccio né una storia ruffiana che abbia l’infarinatura da romanzo storico ma che poi infili falsi storici e infine le note dell’editor a giustificarli.
Non pubblicherò mai con una casa editrice importante. Scrivo troppe parolacce, mi piace la sodomia e di quello parlo assieme alla psicanalisi che però non va più di moda.
Non è una questione personale.
Siamo nella giungla.
Siamo dei coglioni che provano ad avere successo in un mercato che ha soltanto il 5% di possibili lettori.

Ma comunque non si fa così. Più che scoraggiare gli emergenti si divertono.

Lo Step numero uno dell’EDITORE DI MERDA è di farti sentire un presuntuoso con la paginetta preliminare all’invio del manoscritto nella quale ti da del coglione come tutti gli altri, e impartisce ordini.

Lo Step numero due è quello di differenziarsi dagli altri. Ogni Editore una cosa diversa dall’altro
Chi non vuole la sinossi, chi la vuole romanzata, chi non vuole la biografia, chi la vuole completa, chi ti domanda 30 cartelle del romanzo, chi ne vuole 10 ma devi prima rispondere esattamente alle loro domande, chi addirittura accetta manoscritti dal giorno tale a quell’altro non prima delle 23:00 e non dopo le 24:00. Chi vuole il riassunto di tutti i romanzi che hanno in catalogo… qualcuno ci domanderà di scrivere il prossimo romanzo con la penna infilata immaginate dove…

E tutti zitti.
Tanto la letteratura non ha futuro se non quello di compiacere il pubblico.
Domandatevi, invece, perché non vendete più libri.

Poi, indossate la tutina da padre eterno e venite a giudicare noi.

2 pensieri su “fai un salto fanne un altro… fai la riverenza.

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